Alfabeto Italiano: Come Impararlo in Italia

Scopri l'alfabeto italiano e come impararlo in Italia. Segui i nostri consigli utili per padroneggiare la lingua in modo semplice e divertente.

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Alfabeto Italiano: Come Impararlo in Italia

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Punti Salienti

  • L’alfabeto italiano ha 21 lettere ufficiali e la composizione dell’alfabeto italiano è molto semplice da capire.

  • Le vocali dell’alfabeto sono 5, però i suoni vocalici che si sentono sono 7.

  • La pronuncia delle lettere in italiano è più facile da capire rispetto a altre lingue.

  • La storia dell’alfabeto italiano viene dall’alfabeto latino e con il tempo è cambiata.

  • Le lettere straniere j, k, w, x e y si trovano specialmente in parole che hanno un’origine straniera.

  • Se conosci bene le lettere dell’alfabeto italiano, sarà più facile per te leggere, scrivere e ascoltare da subito.

Introduzione

L’alfabeto italiano è la prima cosa che devi conoscere se vuoi sentirti sicuro nella lingua italiana. Questo ti aiuta a leggere meglio, a capire come si dice una parola e a scrivere in modo più semplice già da subito. A differenza di altre lingue, il legame tra i suoni e le lettere nella lingua italiana è chiaro. Per questo, imparare ti sembrerà meno difficile. Le lettere straniere, che vengono spesso da altre lingue, hanno anche loro delle regole facili da ricordare. In questo modo puoi creare delle buone basi per parlare, ascoltare e leggere ogni giorno.

Storia e origini dell’alfabeto italiano

La storia dell’alfabeto italiano ha inizio con l’alfabeto latino, che si è diffuso grazie all’espansione dell’Impero Romano. L’alfabeto italiano viene quindi dal vocabolario della lingua latina, che per molto tempo restò nelle terre italiane.

Col passare degli anni, soprattutto dall’alto medioevo, la scrittura cambia per seguire meglio i suoni parlati. Da questo momento si vedono le prime differenze rispetto alle altre lingue e alla scrittura del latino antico. Per capire bene tutto questo, è utile vedere sia come si è sviluppata la storia sia come hanno contato le influenze dall’esterno.

L’evoluzione dall’alfabeto latino all’italiano

All’inizio c’era l’alfabeto latino. Questo alfabeto si usava in modo diverso da come lo conosciamo oggi. La grafia latina arcaica non era uguale a quella che usiamo ora. Molte scelte su come scrivere le parole sono arrivate solo con il tempo. Però, la base è rimasta sempre la stessa.

L’espansione dell’impero romano ha portato l’alfabeto latino in tante zone. Da questo alfabeto sono nate molte lingue scritte e parlate. Anche le lettere dell’alfabeto italiano vengono da lì, ma sono cambiate in base ai suoni tipici della nostra lingua.

La differenza più importante è questa: oggi l’alfabeto italiano ha 21 lettere ufficiali. Invece, la tradizione latina e altri alfabeti simili possono usare anche lettere diverse. Quindi, l’alfabeto italiano e l’alfabeto latino non sono proprio uguali. Però, tra di loro c’è ancora oggi un legame storico diretto e molto forte.

L’influenza delle altre lingue sull’alfabeto italiano

L’italiano non è una lingua isolata. Nel tempo, ha preso molte parole da altre lingue e queste parole hanno portato anche nuove lettere grafiche che non erano comuni nel sistema scritto tradizionale. Qui entrano in gioco le lettere straniere, che di solito si usano per parole di origine straniera.

Quando una parola arriva da un’altra lingua, spesso mantiene almeno in parte il suono della lingua di origine. Ecco perché puoi trovare j, k, w, x e y in molti nomi, prestiti e parole straniere che oggi le persone usano ogni giorno. Queste lettere non sono parte del vecchio alfabeto italiano, ma comunque si trovano spesso nell’uso.

Un punto importante da ricordare è che l’alfabeto italiano non include lettere che non ci siano anche nell’alfabeto inglese. In realtà è il contrario, perché l’inglese usa tutte e 26 le lettere in modo stabile, mentre l’italiano ne ha solo 21 come ufficiali e considera le altre come aggiunte pratiche.

Composizione dell’alfabeto italiano

La composizione dell’alfabeto italiano è facile da ricordare. L’alfabeto italiano moderno ha 21 lettere ufficiali. Ci sono 5 vocali e 16 consonanti. Questo è il gruppo di base che usiamo per scrivere e leggere la maggior parte delle parole di ogni giorno.

A queste lettere si aggiungono anche 5 lettere straniere. Di solito queste lettere straniere si trovano in nomi o parole prese da altre lingue. Se vuoi sapere quali sono tutte le lettere dell’alfabeto italiano e come si scrivono, lo scopri nei prossimi punti. Ti parlerò in ordine alfabetico e con esempi chiari delle lettere dell’alfabeto italiano.

Le 21 lettere ufficiali

Le lettere dell’alfabeto italiano sono 21. In ordine alfabetico, si scrivono così: A, B, C, D, E, F, G, H, I, L, M, N, O, P, Q, R, S, T, U, V, Z. Questa è la composizione dell’alfabeto italiano usata nella scuola, nei dizionari e nella scrittura standard.

Per memorizzarle meglio, ti conviene guardarle in un colpo d’occhio. L’ordine alfabetico è importante anche quando cerchi una parola sul vocabolario o organizzi nomi ed elenchi.

Gruppo

Lettere

Vocali

A, E, I, O, U

Consonanti

B, C, D, F, G, H, L, M, N, P, Q, R, S, T, V, Z

Totale lettere ufficiali

21

Se vuoi sapere come si scrivono le lettere dell’alfabeto italiano, la risposta è proprio questa sequenza. Ogni lettera può comparire in maiuscolo o minuscolo, ma l’insieme ufficiale resta invariato.

Le 5 lettere straniere: quando e perché si usano

Le 5 lettere straniere sono j, k, w, x e y. Queste non fanno parte dell’alfabeto italiano moderno ed è raro trovarle nelle parole italiane. Si vedono solo in parole di origine straniera, nomi propri e in prestiti che fanno ormai parte di tutti i giorni. Se guardi le parole standard in italiano, quasi mai ci trovi una di queste.

Di solito, restano nella forma originale della parola straniera. Per esempio, la lettera j si trova in parole come jeans e junior. Poi, la lettera h ha un posto diverso. Fa parte dell’alfabeto italiano anche se spesso non si sente quando si parla.

  • j: si trova in parole prese da altre lingue, ad esempio jeans o déja vu.

  • k: vedi questa lettera in parole come karaoke.

  • w: viene usata in parole straniere e la pronuncia cambia.

  • x e y: compaiono spesso in taxi e yogurt.

Quindi, se ti domandi quali sono le lettere che non si usano quasi mai nelle parole italiane, la risposta è j, k, w, x e y.

Differenze tra alfabeto italiano e altri alfabeti

L’alfabeto italiano ha una struttura più piccola rispetto a quella dell’alfabeto inglese. In italiano ci sono 21 lettere ufficiali, mentre in inglese si usano 26 lettere. Questa è una differenza importante, soprattutto quando si trovano parole di origine straniera.

Se guardiamo anche alle altre lingue, il paragone diventa ancora più interessante. Le lettere degli alfabeti ebraico, greco, arabo, o cirillico funzionano in altri modi. Per capire meglio questo legame con i sistemi più vicini, è utile partire dall’alfabeto inglese e da quello latino.

L’alfabeto italiano e quello inglese: differenze e somiglianze

L’alfabeto inglese e quello italiano hanno lo stesso punto di partenza, il latino. Tante lettere sono uguali in tutte e due le lingue. La cosa che si nota di più è il numero: l’alfabeto inglese ha 26 lettere, mentre quello italiano, ufficialmente, ne ha 21. Le 5 lettere che restano, da noi, sono considerate lettere straniere.

Quindi, nella lingua italiana, non ci sono lettere che non esistono anche in inglese. Invece, nella lingua inglese, si usano sempre j, k, w, x e y. Queste lettere straniere si trovano nella lingua italiana solo in parole di origine straniera o in alcuni nomi di persona e di città.

  • Sia in inglese che in italiano, le lettere vengono dall’alfabeto latino.

  • Nella lingua italiana ci sono meno lettere da usare di solito.

  • Le parole italiane, quasi sempre, si leggono come si scrivono.

  • Parole che arrivano da un’altra lingua mantengono spesso lo stesso modo di scrivere inglese.

Per chi vuole imparare, questa è una cosa buona: se già sai leggere le lettere dell’alfabeto inglese, sei già a metà strada.

La relazione con l’alfabeto latino

La lingua italiana viene proprio dal latino, e si basa sull’alfabeto latino. Questa lingua, il latino, ha anche dato molti dei suoi vocaboli all’italiano. Grazie a questo, oggi la struttura scritta e il vocabolario della lingua latina si sentono molto forti quando parliamo e scriviamo in italiano.

Però, non dobbiamo pensare che l’italiano sia una copia identica del latino. Prima, la grafia latina arcaica aveva regole diverse. Con il tempo, l’italiano ha cambiato alcune lettere e combinazioni per farle suonare meglio nel modo in cui parliamo ora. Per questo, il nostro alfabeto non è esattamente uguale a quello dei Romani di tanti anni fa, anche se l’origine è la stessa.

Possiamo dire che ci sono alcune differenze tra l’alfabeto italiano e l’alfabeto latino. L’italiano usa solo 21 lettere, scegliendo quelle più adatte ai suoi suoni. La pronuncia delle parole viene anche organizzata per essere più semplice per le persone di oggi, ma il legame con la storia rimane molto forte.

Pronuncia delle lettere italiane

La pronuncia delle lettere nella lingua italiana è piuttosto semplice. Questo aiuta molto gli alunni di lingua italiana e chi comincia da zero. Dopo che capisci bene le vocali dell’alfabeto e alcune regole base, puoi leggere molte parole con buona precisione.

Le difficoltà arrivano solo in alcuni casi, non in tutti. Devi stare attento alla lettera c, alla lettera g, alle doppie e anche alle vocali aperte o chiuse. Nei prossimi paragrafi troverai i suoni più importanti e come capire meglio questi punti.

Le vocali e le loro caratteristiche fonetiche

Le vocali dell’alfabeto italiano sono cinque: a, e, i, o, u. Nel parlare italiano, però, ci sono sette suoni vocalici, perché e e o si pronunciano in due modi diversi. Questo si deve a come si apre la bocca durante la pronuncia, cioè all’apertura della vocale.

La lettera e e la lettera o possono essere aperte o chiuse. Quando la pronuncia è chiusa, di solito si usa l’accento acuto. Invece, la pronuncia aperta si collega all’accento grave. Le vocali a, i e u hanno una sola pronuncia. Così il sistema delle vocali dell’alfabeto resta ordinato, ma serve fare attenzione alle differenze e ascoltare le parole.

Se vuoi sapere come si pronunciano le lettere dell’alfabeto italiano, inizia dalle vocali dell’alfabeto. Questi suoni sono chiari, si sentono bene e si trovano spesso alla fine delle parole. Proprio per questo, l’italiano ha un suono ritmico e scandito, facile da notare anche per chi ascolta per la prima volta.

Le consonanti tipiche dell’italiano

Le consonanti in italiano si dividono secondo come l’aria si ferma dentro la bocca. Ci sono diversi gruppi come le plosive, le fricative, le vibranti, le laterali, le affricate e le nasali. Si può anche capire se sono consonanti sorde o sonore.

Anche il luogo di articolazione è importante. Alcuni suoni nascono dalle labbra, altri dai denti, dal palato o dal fondo della bocca. Ecco perché alcuni suoni sembrano più facili mentre altri possono essere più nuovi per chi arriva da altre lingue.

Fra i suoni che spiccano c’è la r italiana trillata, il gruppo gn e anche il suono gli. Inoltre, c’è l’affricata postalveolare sonora, che trovi in parole come giurare e che ricorda molto il suono iniziale della parola inglese judge. Per imparare questi suoni serve sentire con attenzione, ma non bisogna rendere la teoria troppo complicata.

Esempi di parole per ogni lettera

Per ricordare bene le lettere dell’alfabeto italiano, il modo più facile è unirle a parole italiane semplici. Non è necessario imparare tutte le lettere insieme in un solo momento. Puoi dividerle in gruppi e ripeterle ad alta voce. Questo aiuta tanto, e puoi anche cercare immagini o schede con le lettere dell’alfabeto italiano da usare tutti i giorni.

Ecco degli esempi chiari, usando parole comuni e semplici da tenere a mente:

  • A come astuccio, B come biro, C come cattedra, D come drin drin.

  • E come evidenziatore, F come foglio, G come gomma, H come hamburger.

  • I come inchiostro, L come libro, M come matita, N come nota.

  • O come orologio, P come pennarelli, Q come quaderno, R come ripasso.

Puoi andare avanti con S come scuola, T come tastiera, U come uva, V come voce, Z come zaino. Se vuoi delle schede con disegni, sono davvero buone perché collegano la parola, l’immagine e il suono nello stesso esercizio.

Digrammi, trigrammi e combinazioni particolari

Non basta solo sapere le singole lettere. In italiano è molto importante capire le combinazioni di lettere, perché da queste nascono tanti suoni consonantici diversi. Spesso questi suoni arrivano unendo due o tre lettere insieme. Per questo parliamo di digrammi e trigrammi.

Per chi viene da altre lingue, capire tutto questo è spesso una delle difficoltà più grandi. Le combinazioni come ch, gh, gli, gn e sc cambiano molto il modo in cui si legge una parola. Poi ci sono anche le doppie, che cambiano la durata e il ritmo quando si parla.

“Ch”, “Gh”, “Gli”: suoni e regole

Le combinazioni ch e gh servono a tenere il suono duro quando si trovano davanti a e e i. Se non ci fosse la lettera h, il modo di leggere e pronunciare la parola sarebbe diverso. Questa è una regola che aiuta a capire cosa cambia tra una c dura e una c dolce. Vale lo stesso anche per la lettera g.

Se trovi ce e ci, allora senti un suono dolce. Se invece vedi che e chi, la c resta dura. Per la lettera g, ge e gi danno un suono dolce. Ghe e ghi, invece, ti fanno sentire il suono duro. In questi casi, quando trovi la lettera h, non la senti da sola, ma lei fa cambiare il suono della consonante che viene prima.

  • che, chi: fanno la c dura davanti a e e i

  • ghe, ghi: fanno la g dura davanti a e e i

  • gli: fa sentire un suono laterale che trovi spesso nell’italiano

Se vuoi dire bene le lettere dell’alfabeto italiano quando sono dentro a una parola, è importante conoscere queste combinazioni tra lettera h, lettera g e la c dolce o dura. Questa è una regola chiave per capire davvero le lettere dell’alfabeto in italiano.

Lettere doppie e il loro ruolo nella pronuncia italiana

Le consonanti doppie sono una cosa molto importante in italiano. Non danno lo stesso unico suono della lettera semplice, ma fanno un suono più lungo e forte. Questo cambia il modo in cui le persone capiscono la parola.

La posizione della lettera è molto importante. Se vedi le consonanti doppie, devi fermarti di più su quella parte e la vocale che viene prima è spesso più breve. Questo succede in parole come tetto o sasso, dove la differenza dalle lettere singole si sente subito.

Ci sono alcune regole che spiegano come usare le lettere in italiano, e quella delle consonanti doppie è una delle più utili. Quasi tutte le consonanti possono diventare doppie, tranne la h che non si sente mai e la q, che diventa doppia solo in poche parole come soqquadro.

L’uso delle lettere straniere nel contesto italiano

Nel sistema italiano, le lettere straniere non sono bandite. Di solito non fanno parte del gruppo principale dell’alfabeto italiano. Puoi trovare queste lettere di solito in parole straniere, nomi di marchi, nomi propri e termini usati spesso oggi.

Se ti chiedi quali sono le lettere che quasi mai compaiono nelle parole italiane comuni, pensa alle lettere j, k, w, x e y. L’uso di queste lettere dipende quasi sempre da una origine straniera della parola. Ora vediamo insieme come questi prestiti entrano nella nostra lingua.

Parole di origine straniera integrate nella lingua italiana

Oggi ci sono molte parole straniere che fanno ormai parte della vita di tutti i giorni. Anche se hanno lettere che non fanno parte dell’alfabeto italiano standard, le persone le capiscono senza problemi e si usano insieme alle parole italiane. Questo succede spesso con le parole di origine straniera che sono diventate comuni.

La loro origine straniera si vede ancora dal modo in cui si scrivono. Alcuni esempi chiari mostrano questo fatto e spiegano anche il motivo per cui alcune lettere ci sono anche se non fanno parte della base delle parole italiane.

  • karaoke contiene la k

  • taxi contiene la x

  • yogurt contiene la y

A questi puoi aggiungere la parola déja vu, che ha la j, e bowling, che ha la w. Quindi, le lettere che non si trovano quasi mai nelle parole italiane stanno diventando comuni nelle parole straniere che l’italiano ha preso e usato tanto. Ora queste lettere si trovano spesso e sono ben riconosciute.

L’adattamento grafico e fonetico delle lettere straniere

Quando una parola nuova entra in italiano, di solito non viene detta nello stesso modo della lingua da cui arriva. Spesso si mantiene la scrittura originale, ma la pronuncia cambia secondo le abitudini italiane. Questo succede con molte lettere straniere.

Ad esempio, la w spesso si legge come una u nelle parole che vengono dall’inglese. Però, in quelle di origine tedesca, questa lettera può essere detta di più come una v. Anche la j si comporta così. A volte si legge come la nostra i, altre volte assomiglia alla g dolce.

Quindi ci sono delle regole, ma il più delle volte sono regole che seguono l’uso. In generale, la lingua italiana tende a mantenere la scrittura delle lettere straniere in modo riconoscibile. Adatta la pronuncia per essere più semplice, però non si stacca del tutto dalla forma originale.

Regole particolari legate all’alfabeto italiano

L’alfabeto italiano non si occupa solo delle lettere. Ci sono anche delle regole che parlano di accento grave e accento acuto, oltre ad altri segni diacritici. Questi segni non sono messi lì solo per bellezza. Infatti, cambiano come si legge e come suona una parola, e qualche volta cambiano anche cosa vuole dire.

L’accento grave e l’accento acuto si usano soprattutto sulle vocali finali. Aiutano a capire la differenza tra i suoni che sono aperti e quelli che sono chiusi. Oltre a questi, ci sono altri segni diacritici che si usano in casi più particolari. Ecco qui i casi principali che è bene conoscere.

Accenti grafici e la loro influenza sulla pronuncia

Gli accenti grafici in italiano si mettono solo sulle vocali. Non vanno confusi con l’accento tonico. L’accento tonico spesso non si scrive. Si sente però quando diciamo la parola. Questo accento indica la sillaba più forte. L’accento grafico invece ti mostra anche a occhio un’informazione in più.

L’accento acuto si usa di solito per segnalare una pronuncia chiusa, soprattutto sulla é. L’accento grave è quello che si trova di più e sta su à, è, ì, ò, ù. Sulle lettere e e o, il segno grave ti fa capire che il suono è aperto. A volte può aiutare a distinguere tra parole che si leggono quasi allo stesso modo.

Guarda per esempio pèsca o pésca. Oppure il classico esempio bótte e bòtte. Una è il contenitore del vino, l’altra vuol dire percosse. Non devi sapere la pronuncia classica del latino cosiddetta per usare bene questi accenti. In italiano basti sapere che gli accenti cambiano sul serio il senso di una parola.

Segni diacritici: cediglia, dieresi e loro uso

Tra i segni diacritici, quello che si usa di più nella lingua italiana è l’accento. La cediglia e la dieresi non sono presenti nella scrittura normale dell’italiano come avviene in altre lingue, però ti può capitare di vederle in parole straniere o quando studi i suoni nelle lingue.

La cediglia si trova quasi solo in parole che non arrivano dall’italiano, mentre la dieresi si usa, a volte, per spiegare meglio la lettura di vocali una accanto all’altra o nei testi dove serve alta precisione fonetica. Questi segni diacritici non sono molto importanti per chi scrive nella vita di tutti i giorni, ma possono essere utili per dare più precisione se necessario.

Se devi usare dizionari, libri di scuola o testi dove serve precisione nei suoni, puoi trovare spesso questi segni. Ogni giorno, però, la scrittura italiana standard preferisce di gran lunga accento grave e accento acuto.

Strategie e consigli per imparare l’alfabeto italiano in Italia

Se studi in Italia, hai un vero vantaggio. Puoi ogni giorno sentire suoni veri, leggere cartelli, ascoltare conversazioni e vedere parole usate nella vita di tutti i giorni. Per chi è alunni di lingua italiana, ascoltare e ripetere sono più utili di tutto il resto.

Insieme a questo, è importante fare esercizi pratici e usare materiali facili ogni volta che puoi. Schede illustrate, alfabetieri e attività corte aiutano a ricordare le lettere meglio. Nei prossimi punti troverai dei consigli per imparare la lingua italiana con metodo, senza che studiare diventi difficile.

Ascolto e ripetizione della pronuncia

Per migliorare la tua pronuncia, è importante ascoltare prima di tutto. Sentire parole italiane che siano dette bene ti fa capire meglio il legame tra le lettere e i suoni. Dopo l’ascolto, hai bisogno anche di ripetere le parole. Questo modo è semplice, ma ti aiuta molto, soprattutto quando sei all’inizio.

Non basta solo leggere con gli occhi. Devi dire le lettere e le parole ad alta voce, piano all’inizio e poi con un ritmo più simile a quello normale. Quando arrivi dalle altre lingue, puoi trovare difficoltà con le c e le g, con le doppie, con gli accenti e anche con certi gruppi come gli e gn.

  • Ascolta parole brevi e ripetile subito.

  • Leggi ad alta voce varie lettere e parole.

  • Confronta suoni simili come ce/che e gi/ghi.

Se vuoi sapere come si pronunciano le lettere dell’alfabeto italiano, la risposta più semplice è questa: ascolta tanto, imita quello che senti e ripeti ogni giorno in modo regolare.

Risorse digitali, schede illustrate ed esercizi pratici

Oggi ci sono molti modi per trovare materiali utili. Le schede illustrate ti aiutano molto perché mettono insieme la lettera, una immagine e la parola. Sono adatte sia per bambini che per chi, da adulto, vuole vedere una base chiara con immagini. Anche un PDF semplice e stampato può essere un aiuto comodo da usare ogni giorno.

I moderni sistemi operativi fanno sì che tu possa salvare alfabetieri, tabelle e immagini per vederli quando vuoi dal telefono, dal tablet o dal computer. La cosa più importante è prendere sempre contenuti in ordine alfabetico, con esempi chiari e anche la pronuncia giusta.

  • Cerca schede illustrate da stampare dove ci sono immagini e lettere.

  • Usa esercizi dove il lavoro segue l’ordine alfabetico e dove puoi collegare bene la parola alla figura.

  • Ripassa spesso tabelle che hai scaricato su dispositivi digitali.

Se vuoi sapere dove prendere immagini o materiali che ti possono dare una mano per imparare bene l’alfabeto italiano, scegli alfabetieri pensati per la scuola, PDF utili per imparare ed esercizi semplici che puoi ripetere più volte.

Conclusione

Imparare le lettere dell’alfabeto italiano è un passo che può sembrare piccolo, ma è molto importante. Se conosci le lettere dell’alfabeto e sai usare ogni suono, puoi capire meglio la lettura, la scrittura, e anche la pronuncia di ogni giorno. Così riesci anche a leggere o dire le parole che vengono da altre lingue con più sicurezza. Parti dalle 21 lettere dell’alfabeto italiano. Allena l’orecchio ascoltando esempi facili e pratici. Fai attenzione alle vocali, alle doppie e alle combinazioni che si trovano di più. In questo modo, l’alfabeto non resta solo una teoria, ma diventa da subito un aiuto pratico.

Domande Frequenti

Quali sono le principali difficoltà per chi impara l’alfabeto italiano?

Le difficoltà più grandi di solito sono nella pronuncia delle lettere. Spesso non è facile dire bene c, g, gli, gn e anche le doppie. Ci sono le vocali dell’alfabeto che possono avere un suono aperto o chiuso, e questo a volte mette in dubbio chi parla. Le lettere straniere si trovano in alcune parole italiane, soprattutto la lettera j, che è usata in parole italiane che vengono da altre lingue.

Quali lettere non vengono quasi mai usate nelle parole italiane standard?

Nell’alfabeto italiano normale, le lettere j, k, w, x e y si usano molto poco. Di solito, queste lettere straniere sono presenti in parole italiane che arrivano da altre lingue o si trovano in nomi propri. La lettera j, per esempio, si trova in parole di origine straniera come jeans o déja vu.

Dove trovare materiali utili per esercitarsi con l’alfabeto italiano?

Puoi trovare schede illustrate da stampare, alfabetieri in PDF ed esercizi facili da usare ogni giorno. Questi materiali sono utili per leggere, ripetere e collegare lettere e parole. Gli alunni di lingua italiana possono usare anche delle tabelle semplici da tenere sul telefono, tablet o computer.

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